Ho lasciato che la mappa la facessero gli avvenimenti, io ho deciso solo un perimetro largo nel quale il destino potesse giocare con me: la Russia rurale che avevo immaginato in libri e che credevo perduta. Qui non c’è un luogo, non c’è il tempo. Ci sono incontri e persone, li ho affondato radici profonde.  E’ una storia semplice dove il tempo è scandito dal lavoro nei campi, preghiere con litanie ipnotiche, pomeriggi di gioco in labirinti immaginati. I personaggi di queste fotografie sono reali. Ma è il tempo a deformarsi, forse addirittura inchinarsi davanti alla grandezza di queste storie semplici.  Ho vissuto così un mese. Un giorno solo. Forse tutta la vita. Tutti i tempi di un orologio rotto che finalmente segna sempre l’ora giusta. L’ora del viaggio, permettendomi così di arrivare al momento giusto perché sospeso. Al giudizio inesorabile del tempo oppongo le mie fotografie come prova tangibile della sua inesistenza. E’ una poesia sul reale regalata dai miei soggetti.  -   ” Felice lo scrittore, il quale, lasciando da parte i caratteri noiosi ed antipatici che lo hanno colpito per il loro banale, triste realismo, si dedica alla descrizione di quelli che rivelano l'alta dignità dell'uomo, e felice colui che dall'immenso turbine delle immagini ogni giorno ricorrenti, ne sceglie solo pochissime ed elette”     Anime morte - Nikolaj Vasil'evič Gogol'
       
     
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 Ho lasciato che la mappa la facessero gli avvenimenti, io ho deciso solo un perimetro largo nel quale il destino potesse giocare con me: la Russia rurale che avevo immaginato in libri e che credevo perduta. Qui non c’è un luogo, non c’è il tempo. Ci sono incontri e persone, li ho affondato radici profonde.  E’ una storia semplice dove il tempo è scandito dal lavoro nei campi, preghiere con litanie ipnotiche, pomeriggi di gioco in labirinti immaginati. I personaggi di queste fotografie sono reali. Ma è il tempo a deformarsi, forse addirittura inchinarsi davanti alla grandezza di queste storie semplici.  Ho vissuto così un mese. Un giorno solo. Forse tutta la vita. Tutti i tempi di un orologio rotto che finalmente segna sempre l’ora giusta. L’ora del viaggio, permettendomi così di arrivare al momento giusto perché sospeso. Al giudizio inesorabile del tempo oppongo le mie fotografie come prova tangibile della sua inesistenza. E’ una poesia sul reale regalata dai miei soggetti.  -   ” Felice lo scrittore, il quale, lasciando da parte i caratteri noiosi ed antipatici che lo hanno colpito per il loro banale, triste realismo, si dedica alla descrizione di quelli che rivelano l'alta dignità dell'uomo, e felice colui che dall'immenso turbine delle immagini ogni giorno ricorrenti, ne sceglie solo pochissime ed elette”     Anime morte - Nikolaj Vasil'evič Gogol'
       
     

Ho lasciato che la mappa la facessero gli avvenimenti, io ho deciso solo un perimetro largo nel quale il destino potesse giocare con me: la Russia rurale che avevo immaginato in libri e che credevo perduta. Qui non c’è un luogo, non c’è il tempo. Ci sono incontri e persone, li ho affondato radici profonde.

E’ una storia semplice dove il tempo è scandito dal lavoro nei campi, preghiere con litanie ipnotiche, pomeriggi di gioco in labirinti immaginati. I personaggi di queste fotografie sono reali. Ma è il tempo a deformarsi, forse addirittura inchinarsi davanti alla grandezza di queste storie semplici.

Ho vissuto così un mese. Un giorno solo. Forse tutta la vita. Tutti i tempi di un orologio rotto che finalmente segna sempre l’ora giusta. L’ora del viaggio, permettendomi così di arrivare al momento giusto perché sospeso. Al giudizio inesorabile del tempo oppongo le mie fotografie come prova tangibile della sua inesistenza. E’ una poesia sul reale regalata dai miei soggetti.

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Felice lo scrittore, il quale, lasciando da parte i caratteri noiosi ed antipatici che lo hanno colpito per il loro banale, triste realismo, si dedica alla descrizione di quelli che rivelano l'alta dignità dell'uomo, e felice colui che dall'immenso turbine delle immagini ogni giorno ricorrenti, ne sceglie solo pochissime ed elette”

Anime morte - Nikolaj Vasil'evič Gogol'

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